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Giorno della Memoria al pre-scuola della Primaria Raiberti di Monza

Quello che segue è il racconto del pre-scuola presso la Scuola Primaria Raiberti di Monza nel Giorno della Memoria, oggi 27 gennaio 2023. Melania Baselice è un’educatrice professionale META dal 2021. In occasione del Giorno della Memoria, abbiamo deciso di dedicare un momento speciale con i bambini alla lettura del libro illustrato “Fu stella” di Matteo Corradini e Vittoria Facchini. Il gruppo era già consapevole della tematica, riconoscendo subito la stella di David sulla copertina del libro. Essere cacciati dalla loro casa è una cosa brutta, devono essere molto tristiM. Bambina al pre-scuola, 10 anni Durante la lettura, i…

Quello che segue è il racconto del pre-scuola presso la Scuola Primaria Raiberti di Monza nel Giorno della Memoria, oggi 27 gennaio 2023. Melania Baselice è un’educatrice professionale META dal 2021.

In occasione del Giorno della Memoria, abbiamo deciso di dedicare un momento speciale con i bambini alla lettura del libro illustrato “Fu stella” di Matteo Corradini e Vittoria Facchini. Il gruppo era già consapevole della tematica, riconoscendo subito la stella di David sulla copertina del libro.

Essere cacciati dalla loro casa è una cosa brutta, devono essere molto tristi

M. Bambina al pre-scuola, 10 anni

Durante la lettura, i bambini sono rimasti ad ascoltare con attenzione, mentre venivano illustrate storie di persone come il bambino, il rabbino, il libraio e il vecchio. Per ogni storia, ci siamo presi un momento per commentare e capire il significato delle parole, analizzando i sentimenti provati dai protagonisti. “Essere cacciati dalla loro casa è una cosa brutta, devono essere molto tristi”, ha commentato M., la bambina più grande del gruppo, di 10 anni.

M. si è resa disponibile a spiegare tutto con semplicità ai compagni più piccoli, sapendo trattare l’argomento con la giusta “leggerezza” vista l’età dell’interlocutore. “Non solo la Germania è responsabile di tutto l’orrore descritto, ma anche noi italiani in primis eravamo alleati e seguivamo lo stesso pensiero”, ha precisato. D. ha voluto aggiungere: “Non solo gli ebrei erano mandati nei campi, ma anche zingari, omosessuali e disabili”.

Non solo la Germania è responsabile di tutto l’orrore descritto, ma anche noi italiani in primis eravamo alleati e seguivamo lo stesso pensiero

M. Bambina al pre-scuola, 10 anni

Alla fine della lettura ho chiesto loro se sapessero perché è chiamato “Giorno della Memoria” e come mai fosse così importante. “Perché bisogna conoscere la storia, così non dimentichiamo quello che è successo”, ha risposto un bambino. “Per non rifare gli stessi errori”, ha aggiunto un altro.

Il libro si conclude con la frase: “La sola speranza di tutta la storia è perdere il conto ma non la memoria”, un monito importante per tutti noi di non dimenticare le lezioni del passato e continuare a lottare contro l’intolleranza e la discriminazione. Il giorno della memoria ci ricorda di non dimenticare mai quello che è successo e di continuare a lavorare per un futuro migliore.

Fotografia di Pietre d’inciampo a Monza e in Brianza

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